Termoablazione con Microonde per sconfiggere alcune forme di tumore

Approfondiamo con il dott. Guido Poggi, responsabile dell’U.O. di Medicina Interna ad Indirizzo Oncologico dell’Istituto di Cura Città di Pavia in che cosa consiste la tecnica mininvasiva di termoablazione con microonde, utilizzata per sconfiggere alcune forme di tumore.

“Si tratta di un sistema che utilizza una ago-antenna che viene inserito, sotto controllo ecografico per via percutanea, al centro della lesione epatica. Quando l'ago è in sede, viene emessa un'energia a microonde in grado di generare elevate temperature che portano alla morte delle cellule tumorali.   La procedura, viene utilizzata per il trattamento dell'epatocarcinoma, il più frequente tumore primitivo del fegato e anche delle metastasi epatiche originatesi da tumori primitivi di sedi extra-epatiche.

I vantaggi dell’ablazione a microonde, rispetto alla tecnica di ablazione con radiofrequenza, consistono nella possibilità di trattare lesioni tumorali più voluminose, in un intervallo di tempo minore. L'operatore, con questa tecnica, riesce a necrotizzare il tumore indipendentemente dalla tipologia istologica del tessuto da trattare e dalla vicinanza dei vasi sanguigni alle lesioni. Grazie a queste caratteristiche, i sistemi a microonde appaiono estremamente efficaci anche nella terapia delle metastasi da tumore colon-rettale e delle neoplasie di altri organi come il rene ed il polmone. L’intervento di termoablazione è di breve durata e si effettua in sedazione profonda. Prevede ricoveri brevi, in media di due o tre giorni e può essere ripetuto in sedute successive in caso di comparsa di nuove lesioni. Questa tecnica mininvasiva, in alcuni casi si propone come valida alternativa all'intervento chirurgico, rispetto al quale è meglio tollerata dal paziente e gravata da un minor tasso di complicanze.”

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