Ipertensione portale e varici esofagee: prevenzione, diagnosi e trattamento

Un meccanismo simile a quello che determina la comparsa delle vene varicose sulle gambe si può manifestare anche nell’apparato digerente. Alcune condizioni cliniche del paziente possono determinare un tipo particolare – e potenzialmente pericoloso – di ipertensione.

L’ipertensione portale si sviluppa quando si genera una resistenza al flusso del sangue nella vena porta, con la conseguente formazione di circoli collaterali. La vena porta è quella che raccoglie tutto il sangue che rifluisce dalle porzioni del tratto intestinale al di sotto del diaframma, dalla vagina e dal pancreas. Si getta nel fegato e attraverso quest’ultimo permette l’ingresso del sangue nella vena cava superiore attraverso le vene sovraepatiche.

«Il primo passo è identificare i pazienti più a rischio per sottoporli allo screening per le varici, che si esegue attraverso la gastroscopia – spiega il dott. Pavlos Lagoussis, responsabile del Servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Istituto di Cura Città di Pavia – Si procede con una valutazione clinica ambulatoriale di selezione dei pazienti, basata su visita specialistica, storia clinica, esami del sangue. Questi elementi consentono all’epatologo di indirizzare i pazienti a maggior rischio alla gastroscopia».

A questo punto entra in gioco l’endoscopia digestiva. L’esame è in grado di fornire tutte le informazioni necessarie per disporre una corretta terapia ove necessaria. Dall’esame possono risultare diversi quadri clinici. Le varici esofagee si classificano sulla base della loro dimensione ed entità di occupazione della cavità dell’esofago in varici F1, F2 o F3. I pazienti adatti al trattamento profilattico sono quelli che mostrano varici F2 o F3, come anche i pazienti con una malattia scompensata del fegato, con varici di qualsiasi grado. La profilassi farmacologica con farmaci che appartengono alla classe dei beta-bloccanti non selettivi è una valida alternativa alla legatura endoscopica in pazienti selezionati.

Esistono però casi in cui il trattamento farmacologico è controindicato oppure il paziente si dimostra resistente o addirittura intollerante alla terapia.

«L’endoscopia – continua il dott. Lagoussis – riveste un ruolo importante e la profilassi si attua attraverso la procedura della legatura. La tecnica consiste nell’aspirare la varice con lo strumento endoscopico per poi rilasciare un elastico alla base: così viene occlusa tramite il processo trombotico che si sviluppa all’interno. Si ottiene così la necrosi (morte cellulare) del tessuto e la caduta della cicatrice in un periodo che può arrivare fino a dieci giorni, lasciando il posto a una piccola ulcerazione superficiale che guarisce in pochi giorni».

Considerando il successo delle attuali strategie mediche per prevenire lo sviluppo di ipertensione portale clinicamente significativa (che riduce la necessità di un intervento endoscopico), l’équipe medica del dottor Pavlos Lagoussis, coadiuvato nell’attività endoscopica dalla dottoressa Flaminia Cavallaro e dalla dottoressa Sara Vavassori, ha osservato nella propria casistica un tasso di complicanze molto basso. Benché la procedura sia eseguita meno frequentemente che in passato, se praticata da mani esperte si possono ottenere ottimi risultati.

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