Ipertensione portale e varici esofagee: che cosa sono?

Quando si parla di varici a tutti viene in mente quel problema delle vene degli arti inferiori che può andare dal semplice inestetismo alla necessità di intervento chirurgico. Tuttavia un meccanismo simile a quello che determina la comparsa delle vene varicose sulle gambe si può manifestare anche laddove non ce lo aspetteremmo: nell’apparato digerente. Alcune condizioni cliniche del paziente possono determinare un tipo particolare – e potenzialmente assai pericoloso – di ipertensione.

«La cosiddetta ipertensione portale – spiega il dott. Pavlos Lagoussis, responsabile del Servizio di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Istituto di Cura Città di Pavia – si sviluppa quando si genera una resistenza al flusso del sangue nella vena porta, con la conseguente formazione di circoli collaterali. La vena porta è quella che raccoglie tutto il sangue che rifluisce dalle porzioni del tratto intestinale al di sotto del diaframma, dalla vagina e dal pancreas. Si getta nel fegato e attraverso quest’ultimo permette l’ingresso del sangue nella vena cava superiore attraverso le vene sovraepatiche».

La resistenza al flusso portale si sviluppa quando si genera una problematica interna al tessuto del fegato. L’ipertensione portale, infatti, complica la cirrosi epatica condizionando lo sviluppo di ascite (versamento di liquido nell’addome) e circoli collaterali tra cui le varici esofagee. Si può sviluppare per cause diverse: trombosi portale, sindrome di Budd-Chiari (occlusione delle vene sovraepatiche) o alcune cardiomiopatie restrittive (disfunzioni del muscolo cardiaco). La causa principale di ipertensione portale resta comunque la cirrosi.

«Lo sviluppo di varici esofagee – continua il dott. Lagoussis – è una conseguenza dell’aumento della pressione nella vena porta, che determina la necessità di sviluppo di circoli collaterali per il corretto ritorno del sangue al cuore. Le varici possono sanguinare producendo un’emorragia digestiva, che rappresenta un’emergenza medica associata ad elevata mortalità: quest’ultima, nonostante i progressi della  medicina, si aggira intorno al 10-20% a sei settimane dall’evento».

Quando l’aumento della pressione diventa clinicamente significativo si possono osservare fenomeni quali la comparsa di ascite, confusione e disorientamento (encefalopatia epatica) ed evidenza di varici esofagee, varici gastriche e ipertensione portale. I pazienti affetti da cirrosi epatica, essendo esposti a maggior rischio, sono sottoposti a un programma di sorveglianza per la ricerca delle varici esofagee, che permette di impostare programmi di profilassi del sanguinamento digestivo.

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