Extrasistole. Cosa sono e quando dobbiamo preoccuparci?

Cosa sono le extrasistole? Lo abbiamo chiesto al dott. Cesare Storti responsabile dell’U.O. di Cardiologia e del Servizio di Elettrofisiologia e cardiostimolazione aritmologica dell’Istituto di Cura Città di Pavia. “L’extrasistolia è una patologia piuttosto frequente. Molti ne sono portatori senza saperlo, in quanto spesso questa condizione non dà sintomi tanto da venire scoperta in corso di accertamenti per problemi di altra natura. 

L’extrasistole è l’anticipazione di un battito cardiaco che dà una sensazione di vuoto o di colpo all’interno del torace. La sua natura, spesso benigna, può dipendere da un insufficiente apporto di elettroliti (in particolare di potassio), da una digestione lenta, da reflusso gastroesofageoo dallo stile di vita (stress, fumo, consumo di bevande gassate). Sono, invece, meritevoli di maggiore attenzione le extrasistole che si verificano in caso di malattie cardiache conclamate (post infarto, cardiomiopatie, nei disturbi della tiroide o nei disordini elettrolitici).

Qualunque sia la causa dell’extrasistolia, è necessario eseguire una visita cardiologica, meglio se dall’aritmologo. Lo specialista, in base all’anamnesi, indicherà a quali accertamenti sottoporsi: Holter, test da sforzo, ecocardiogramma. Potrebbe anche essere necessario approfondire il problema tramite RMN cardiaca o coronarografia. Un buon inquadramento clinico, non solo è necessario, ma consente anche di definire la cura più adeguata, correggendo i fattori di rischio, nei casi di extrasistolia benigna, o impostando una terapia farmacologica o non farmacologica (ad es. ablazione, defibrillatore).

 

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