Diabete: nuove terapie e stili di vita corretti per contrastarlo

Nuovi farmaci sempre meno invasivi e più precisi, ma anche l’ausilio delle nuove tecnologie per il monitoraggio continuo della glicemia o per la perfusione giornaliera dell’insulina. Sono queste le principali novità di controllo e cura per quanto riguarda il diabete, malattia considerata ormai a livello epidermico mondiale.

“La diabetologia è il settore che ha vissuto la maggior effervescenza per quanto riguarda nuove terapie, farmaci e strumenti di controllo o di trattamento – spiega la Dottoressa Ioana Savulescu, responsabile dell’Unità Operativa di Endocrinologia e Diabetologia dell’Istituto di Cura Città di Pavia-. Sono nati di recente nuovi farmaci che vanno oltre il controllo della glicemia puntando direttamente l’attenzione sulla funzione pancreatica e il contenimento del peso corporeo, con effetti sull’intero organismo. I nuovi farmaci sono più sicuri e riducono il rischio di problemi a livello cardiovascolare. Inoltre, esistono nuovi strumenti terapeutici comodi per il paziente: in particolare il microinfusore o pompa di insulina, dispositivo che consente l’infusione continua, 24 ore su 24, di insulina nel tessuto sottocutaneo favorendo il raggiungimento del miglior controllo glicemico possibile. Inoltre, esistono anche nuovi biosensori sottocutanei per il monitoraggio continuo del livello di glicemia”. 

Ma com’è la situazione di diffusione del diabete oggi?

 “La diffusione della malattia è quasi raddoppiata negli ultimi trent’anni - ha ribadito la dottoressa Savulescu -: in Italia i malati di diabete sono circa 3 milioni e 200.mila, il 6% della popolazione. Lo stile di vita è indispensabile per la prevenzione della malattia ma anche per la cura: mangiare disordinatamente, fumare, non fare attività fisica porta all’esordio della malattia in età sempre più precoce. L’esordio precoce è infatti legato all’obesità e alla sedentarietà: svolgere attività fisica con costanza (30 minuti al giorno) riduce del 60% circa l’incidenza del diabete mellito tipo 2. Da malati lo stile di vita è essenziale: garantisce un miglioramento del controllo glicemico, il mantenimento del peso, riduce il rischio di malattie cardiovascolari, di epatosteatosi, e di osteoporosi senile e postmenopausale”. 

Attenzione alta anche per le donne in gravidanza: “dobbiamo fare una distinzione tra diabete gestazionale e pregestazionale - ha chiarito ancora la dottoressa Savulescu -: il primo viene ricercato tramite analisi e se la glicemia risulta alterata è necessario effettuare un adeguato trattamento. Invece, per le donne già affette da diabete, la gravidanza deve essere pianificata: va monitorata la glicemia e va mantenuto un buon controllo metabolico nel periodo del concepimento. Decorso diverso per le due gravidanze: per quello gestazionale nella maggior parte dei casi ci si limita a una dieta, per quanto riguarda quello pregestazionale sono invece necessarie schemi di terapia insulinica spesso complicati e intensivi. E comunque i controlli devono proseguire almeno nei cinque anni successivi al parto anche per quelle donne colpite da diabete gestazionale”.

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