Ablazione transcatetere con radiofrequenza per il trattamento della aritmie

L’ablazione transcatetere con radiofrequenzaè una metodica mini-invasiva che viene utilizzata per la cura di numerose aritmie cardiache attraverso la cauterizzazione di tessuto che provoca il disturbo del ritmo cardiaco. Permette al soggetto di non soffrire più di aritmie, evitando anche l’assunzione di farmaci antiaritmici.

Quali patologie possono essere trattate con l’ablazione? 

“Numerose sono le aritmie per le quali è possibile prendere in considerazione l’ablazione transcatetere - spiega il  dott. Cesare Storti, responsabile dell’U.O. di Cardiologia e del Servizio di Elettrofisiologia e cardiostimolazione aritmologica dell’Istituto di Cura Città di Pavia: 

  • tachiaritmie atriali (flutter atrialefibrillazione atrialetachicardia atriale ectopica)
  • tachiaritmie da rientro giunzionale 
  • tachiaritmie da rientro atrioventricolare (tachicardie nella sindrome di Wolff-Parkinson-White, tachicardia da rientro atrioventricolare da via anomala occulta)
  • tachicardie ventricolari”

Come avviene la procedura: 

“L’intervento di ablazione - continua il dr. Storti -  viene eseguito nella sala di elettrofisiologia dove il cardiologo specializzato in elettrofisiologia esegue la procedura in anestesia locale e blanda sedazione. Attraverso una vena e/o un’arteria della gamba e una vena del braccio vengono introdotti i cateteri e posizionati nelle cavità cardiache; la manovra avviene sotto controllo radiologico.

Una volta che i cateteri sono correttamente posizionati, inizia l’intervento vero e proprio: il cuore viene stimolato in modo tale da provocare l’aritmia e identificare il luogo da cui tale aritmia prende origine. Identificata la zona di origine, mediante uno dei cateteri, si trasmette una corrente a radiofrequenza che dalla punta attraversa il tessuto con cui è a contatto generando calore che a sua volta provocherà la coagulazione dell’area dalla quale origina il disturbo del ritmo cardiaco.

La durata del trattamento è variabile e dipende molto dal tipo di aritmia. Terminato l’intervento, vengono tolti i cateteri ed effettuata la medicazione Di norma, se non vi sono complicazioni, il paziente sarà dimesso il giorno seguente e salvo casi particolari, il soggetto non sarà più costretto ad assumere farmaci antiaritmici. 

Le percentuali di successo dell’ablazione transcatetere con radiofrequenza sono notevoli e sfiorano il 95%. Le percentuali di successo sono inferiori nel caso di fibrillazione atriale e tachicardie ventricolari.”

 

 

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